Visualizzazione post con etichetta il fatto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il fatto. Mostra tutti i post

giovedì 31 ottobre 2013

Grillo cena con Sabina Ciuffini

SCELTA COMICA – GRILLO: “LA POLITICA È UNA PARENTESI, VOGLIO TORNARE A FARE IL COMICO” (ANCHE PERCHE’ CON I SUOI SHOW GUADAGNAVA 4 MLN € L’ANNO)

Nella due giorni romana di Grillo una cena con l’ex valletta di Mike Sabina Ciuffini e un imprevisto, il mancato saluto con Verdone impegnato nelle riprese del suo film: “Ci conosciamo da anni, l'ambiente è quello” – Ai suoi collaboratori: “Siete consapevoli che questo Paese per svegliarsi ha avuto bisogno di un comico?”…
 
Emiliano Liuzzi per "Il Fatto Quotidiano"

31 OTTOBRE 2013


Grillo lo ripete spesso: "O vinco o torno a fare il mio lavoro vero, il comico". E quando lo dice non scherza, è serio. Lo ripete, da qualche mese a questa parte, agli amici, lo spiega ai suoi collaboratori, ne parla in famiglia. Con i suoi spettacoli è fermo da quattro anni, il 740, dice lui, è "zero euro".
"Non curo i suoi interessi, ma sono un suo amico, ci vediamo spesso. E Beppe ha rinunciato a cifre da capogiro in questi anni", dice Michele Torpedine, manager, considerato un mammasantissima nel mondo dello spettacolo, l'uomo che è stato capace di andare a prelevare un ragazzo in un pianobar di Bientina e farlo diventare Andrea Bocelli.

"Grillo è uno che vale Benigni, dal punto di vista degli incassi. Nel suo genere è paragonabile a Ligabue. E non ha un cachet, come gli altri artisti: lui in genere viaggia a percentuali sul biglietto d'ingresso, e non tutti possono pretendere tali contratti. Quello che posso dire è che ha lasciato soldi per strada e, sicuramente, tanto pubblico. Non vale più quello che valeva cinque anni fa".

Una cifra verosimile (le oscillazioni possono essere di poche migliaia di euro) quella di 25.000 euro a sera. 160 serate in un anno fanno 4 milioni di euro. Quello che Grillo guadagnava quattro anni fa dagli spettacoli. "Oggi è inferiore", dice, "su questo non c'è dubbio. Ma ripeto: ha rinunciato a cifre enormi da quando si è buttato anima e corpo in questa cosa qua".

Questa cosa qua è la politica, ovvio. Il Movimento Cinque Stelle di cui è leader e proprietario del marchio insieme a Gianroberto Casaleggio. Lo stesso ritornello Grillo lo ha riproposto nelle sue passeggiate romane in questi giorni: "Cerchiamo di vincere o continuate senza di me". Una due giorni romana che neppure parente alla lontana di quella degli altri leader politici. Grillo si è visto a cena lunedì con tre persone dello staff comunicazione, poi hanno passeggiato per il centro di Roma. Salotti? Neanche l'ombra.

Metti Grillo in un salotto (o una terrazza) e chissà quello che ne esce. Ha continuato a fare comizi: al ristorante, in piazza Navona, poi seduto sulla scalinata di Trinità dei Monti, dove lunedì è rimasto due ore, prima dell'ultima tappa per un gelato. Con un imprevisto: il set di Carlo Verdone. La troupe girava nella zona del Colosseo, sotto l'assedio dei curiosi. Grillo ha fatto per avvicinarsi, ma non c'è stato nulla da fare: "Volevo salutarlo, ci conosciamo da anni, l'ambiente è quello". Non ce l'ha fatta.

Mercoledì sera, invece, è andato cena insieme a Sabina Ciuffini, la prima valletta parlante della televisione italiana, Lascia o raddoppia, tivvù ancora in bianco e nero, conduttore il mitologico Mike Bongiorno. Vecchia amicizia, anche quella. "Questo è il mio ambiente", ha detto ai collaboratori del Movimento, "la politica è una parentesi, una lunga parentesi. Ma io da lì arrivo e lì voglio tornare. Questo Paese per svegliarsi dal torpore ha avuto bisogno di un comico. Siamo messi così. Chiediamoci i motivi, ma la realtà è questa. Perché voi siete consapevoli che l'Italia ha avuto bisogno di un comico?".
Sicuramente è stata la trasferta romana più lunga. Poi, quasi un sospiro, "ma per favore non trascinatemi più alla Camera e al Senato, io in quelle stanze non mi trovo per niente, fatemi parlare, ma fuori dai quei palazzi".

per i minori di 45 anni: ecco chi è Sabina Ciuffini, mia intervista a lei su Grillo

giovedì 24 ottobre 2013

Bologna: scontro nel M5s

Bologna M5s, nuovo scontro: “Qui il Movimento è morto. Ora siamo un partito”

Riesplode la faida interna che divide gli attivisti del capoluogo dell'Emilia Romagna. Al centro della disputa c'è la chiusura del forum privato listabeppegrillo.it, luogo di discussione tra gli iscritti fin dalla sua fondazione


di Giulia Zaccariello
Il Fatto Quotidiano, 23 ottobre 2013
Riesplode ancora una volta la faida interna, che da mesi divide il gruppo di attivisti del Movimento 5 stelle di Bologna. Questa volta al centro dello scontro c’è la chiusura del forum privato listabeppegrillo.it, luogo di discussione tra gli iscritti fin dalla fondazione del Movimento di Beppe Grillo, e da molti considerato come una sorta di memoria storica dei 5 stelle. 
Le parole più dure arrivano dal consigliere del quartiere Navile di Bologna, Michele Onofri, che sulla sua pagina Facebook pubblica una lettera aperta, puntando il dito sui due consiglieri comunali, Marco Piazza e Massimo Bugani: “Prendo atto che il meetup 14 è morto, e con esso il movimento di Bologna, che è diventato un partito, perché nei partiti decide tutto il segretario e il comitato centrale, il dissenso va combattuto, la disciplina di partito va fatta rispettare, i non allineati vanno trattati come nemici, le critiche vanno criminalizzate la diversità delle idee va ridotta a un pensiero unico”.
Così dopo essere stato teatro dei primi successi elettorali e delle prime espulsioni eccellenti, come quella del consigliere regionale Giovanni Favia cacciato con un post sul blog di Grilo, il capoluogo emiliano si conferma terreno di battaglie interne che spaccano in due elettori ed eletti dei 5 stelle. 
Le discussioni ruotano sempre agli stessi nodi irrisolti: la mancanza democrazia interna, il rapporto tra base e vertici, e la condivisione di tutte le decisioni con gli attivisti. Temi che ritornano come mantra: “A Bologna – scrive ancora Onofri – i cittadini che si riconoscono nel Movimento 5 stelle non possono più esercitare un potere dal basso perché decide tutto lo staff dall’alto”.
Risultato di questo strapotere, secondo Onofri, è anche la soppressione del forum online, su cui fino a qualche giorno fa si confrontavano gli iscritti. “La memoria storica del Movimento di Bologna è stata cancellata assieme al forum, dove fino a sei mesi fa si affacciava per votare a mezzanotte gente, che poi sconfessava la stessa assemblea di cui voleva eleggere i vertici”.
Il consigliere si rivolge poi direttamente agli eletti nel consiglio comunale, di Bologna, Marco Piazza e Massimo Bugani, considerati fedelissimi al duo Grillo-Casaleggio. E lancia accuse durissime: “Di fronte alla scelta tra il simbolo e i cittadini qualcuno ha voltato le spalle ai cittadini per tenersi il simbolo, e in questo vi riconosco il perfetto adeguamento alla politica tradizionale”. Con questi presupposti, conclude, “Bologna rischia di essere una avanguardia nel crollo del Movimento per la vostra sudditanza allo staff, così come è stata avanguardia nell’ascesa del movimento per la nostra sovranità di liberi cittadini, una sovranità che avete esercitato con coraggio e trasparenza quando a Bologna comandava ancora un’assemblea di centinaia di bolognesi e non uno staff di pochi mila-genovesi”.